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Acciaroli è una
località abitata sin dai tempi antichi grazie all’esistenza
di una approdo che al riparo dai venti di ponente offriva
spazio sufficiente per tirare in secco barche di grandi
dimensioni.
Possiamo far risalire al 1165 le prime notizie di una località abitata
stabilmente denominata Laczarùolo i cuoi abitanti
erano dediti alla coltivazione. Ancora oggi gli abitanti
del posto e delle zone limitrofe usano il termine dialettale
Lazzarùolo per indicare Acciaroli.
Esistono due possibili ipotesi circa l’origine del
nome Acciaroli: secondo la prima questo nome potrebbe derivare
dal greco “a-zale” ossia senza tempesta di mare,
ad indicare una striscia di terra costiera al riparo dai
venti; la seconda ipotesi trova origine nell’uso medioevale,
comune a queste zone, di contraddistinguere le località in
base alle caratteristiche del terreno o della vegetazione
prevalente (esempi di questa usanza sono le località limitrofe
di Celso, Pioppi e Cannicchio). Secondo questa versione la
presenza, molto diffusa in questa zona, di arbusti delle
rosacee, simili al biancospino denominati per l’appunto
lazzaroli (o lazzaruoli) avrebbe dato nome a queste terre.
Alcuni documenti testimoniano già dal 1187 l’esistenza
in questa zona di una chiesa dedicata alla Madonna “Sancta
Maria de Laczaruolo” che assieme alle terre circostanti
era di pertinenza della baronia di Cilento che aveva il suo
centro nella fortezza che sorgeva sul Monte della Stella.
L’importanza di Acciaroli in quest’epoca è dovuta
alla circostanza che i feudatari della baronia di Cilento
istituirono, dove oggi sorge la spiaggia grande, la propria
dogana che come d’uso in quell’epoca era amministrata
da un taverniere (di qui la denominazione “Tavèrne” che
indica la zona alle spalle della spiaggia grande).
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Le popolazioni dei paesi vicini cominciarono
a stabilire ad Acciaroli la propria residenza e a costruirvi
delle abitazioni che fungevano anche da deposito per vino,
olio, fichi essiccati e altri prodotti che, imbarcati sulle
tartàne, prendevano la via di Salerno, Napoli e
della Sicilia.
Le incursioni dei pirati
saraceni che caratterizzarono tutto il litorale cilentano
durante
il XIII secolo non risparmiarono Acciaroli, la cui
popolazione trovarono via via rifugio nei paesi delle
colline circostanti.
Comiciò così l’esodo dalla zona marina
che rimase deserta per tutto il XIV e il XV secolo.
Dobbiamo attendere gli inizi del seicento perché Acciaroli
torni ad essere popolata. Fu in questo periodo che il viceré avviò la
costruzione di torri costiere che avevano la funzione
di segnalare ai vicini paesi collinari le incursioni
dei Barbari
che imperversarono
per tutto questo secolo lungo la costiera cilentana.
La prima torre ad essere innalzata fu quella del Calèo,
mentre contemporaneamente veniva riattivato il Bastione
detto anche Torre Nuova, fatto costruire nel XII secolo
dai Normanni.
A queste due torri litoranee era collegata quella della
Macchia eretta sull’omonima
collina alle spalle del mare; la sua funzione era quella di raccogliere
i segnali di pericolo trasmessi dalle prime due e di
trasmetterli
ai paesi vicini.
Fu sempre in questo periodo (1594) che fu costruito,
su un terreno attiguo al Bastione, un convento francescano
donato all’ordine dal feudatario
di Cannicchio, Francesco Poderico.
Alla fine di questo secolo la popolazione stabile di Acciaroli era formata
dai frati del convento, i custodi delle torri con le rispettive famiglie
ed armigeri
e il doganiere.
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Dobbiamo attendere sino alla metà dell’ottocento perché Acciaroli cominci a popolarsi in seguito alla messa a coltura delle terre pianeggianti
antistanti le colline. Queste terre fertili e favorite dal clima mite producevano
ottimi vini (per lo più bianchi detti Vernaccie dalle uve da cui venivano
prodotti), frutta fresca (pere, mele e albicocche) e secca e olio che venivano
poi imbarcati alla volta di Napoli. La relativa tranquillità dei mari
di questo periodo aveva infatti permesso ai traffici marittimi di riprendere
a pieno ritmo.
Intorno alla metà del 1850 Acciaroli è ormai diventata un piccolo
borgo, meta estiva dei “bagnanti” dei paesi circostanti.
Nel 1860 i Mille di Garibaldi sbarcarono ad Acciaroli dalla Goletta
Emma tra l’entusiasmo della popolazione locale tra la quale furono reclutati
diversi volontari.
Arriviamo alla fine del 1800; ad Acciaroli risiedono stabilmente circa
500 persone dedite alla pesca e alla coltivazione dei campi. La salagione
di
acciughe, sardine
e piccole triglie e l’essiccazione dei fichi e i traffici marittimi erano
tra le attività più fiorenti degli abitanti.
Tra la fine del 1800 e il principio del 1990 Acciaroli viene dotata di
una nuova strada rotabile (l’attuale corso principale) costruita ad un livello più alto
della precedente detta Via Vecchia o Via
dei Pianteri. Fu in questo periodo
che molti abitanti sopraelevarono le proprie abitazioni e costruirono delle
passerelle
in legno per accedere alla nuova strada.
Tra la prima e la seconda guerra mondiale viene costruita la parte di Acciaroli
che corre lungo la via nuova, le cui abitazioni sono caratterizzate da
i tipici giardini antistanti.
Curiosità:
le passerelle della Via Vecchia
Le prime abitazioni furono realizzate, utilizzando
pietre di mare, parallelamente al lido dalla localià detta Parola
a quella delle Tavèrne. Lungo le abitazioni si sviluppò la
Via Pubblica, ma quando tra il 1892 e il 1906 venne fatta costruire la
nuova strada a quota superiore rispetto alla precedente gli abitanti
furno costretti a fornire le proprie abitazioni di passerelle (una volta
di legno, oggi di cemento) all’altezza del primo piano per avervi
accesso.
Ne derivò una struttura urbanistica unica e suggestiva che ancora
oggi caratterizza il centro storico di Acciaroli.
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