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Acciaroli e il territorio circostante sono, da sempre, meta di turismo
nazionale ed internazionale. Il suo mare incontaminato,
la costa variegata, la genuinità dei suoi prodotti, l'ospitalità tipicamente "greca" della
sua gente, la natura quasi selvaggia che sembra custodire i segreti di una
storia ancestrale che rivivono nei racconti popolari e negli antichi riti del
folklore locale, sono tutti elementi caratterizzanti di questo angolo della
Campania.
Oltre
le bellezze naturali la “cultura” di
questo popolo, che si esprime come “civiltà contadina”, è la
vera protagonista di queste terre.
Manifestazioni folkloristiche, di ispirazione religiosa o talvolta laica,
sono legate ad ogni festa o ricorrenza, e spesso ne rappresentano il momento
più suggestivo.
Nel venerdì che precede la Pasqua ad Acciaroli e nei comuni circostanti
si può assistere al pellegrinaggio delle Confraternite che, bardate
delle variopinte divise tradizionali, ripercorrono i riti che commemorano la
passione di Cristo intonando antichi canti antichi secondo eseguiti in coro
a più voci secondo le melodie tipiche del Cilento.
La processione del Corpus Domini si tiene in quasi tutti i paesi del Parco
del la IX domenica successiva alla Pasqua. Questa processione è particolarmente
suggestiva nei paesi dell’entroterra,
dove si usa esporre ai balconi e alle finestre le coperte più belle
del corredo nuziale, cospargere di fiori le vie lungo le quali passa il corteo
e addobbare i muri con ramoscelli fioriti. Al corteo di fedeli partecipano
anche le Confraternite, nelle loro divise tradizionali, conferendo alla manifestazione
un carattere di grande solennità.
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Il 1° maggio segna l’apertura
dell’estate con la prima sagra , la cosiddetta "cuccìa",
che si tiene in molti paesi del basso Cilento; la più nota è quella
di Casaletto Spartano: gruppi di giovani, durante la mattinata,
si recano di casa in casa per raccogliere vari tipi di
legumi, che cucineranno poi separatamente in grosse pentole
sistemate ai crocicchi delle vie. A sera tutti i legumi
raccolti saranno messi tutti insieme in un'altra grande
pentola.
preparata sul fuoco acceso nella piazza principale, dove avviene la cottura finale.
Conditi con olio, sale e spezie locali, vengono poi distribuiti ai presenti che
fanno corona al fuoco tenuto acceso per tutta la durata della sagra, attorno
al quale i cantori eseguono melodie e canti antichi.
Lo stesso piatto si ripropone nell'ultima delle sagre estive, quella dei "Piatti
poveri" di Stio, che si tiene nella seconda metà di agosto, con il
nome di "cicci maritàti". Dopo la Sagra, iniziano, secondo l’antica
tradizione, i giorni di festa in onore di San Pasquale. Il termine dei festeggiamenti,
il 30
agosto, segna l’inizio della fiera più antica del Cilento (risale
all'XI secolo) detta "della Croce", con la sfilata in costumi d'epoca
che rievoca l'insediamento del "Mastro di fiera", un personaggio che
un tempo era l'autorità assoluta durante i giorni nei quali si teneva
la fiera. Nei giorni della fiera che dura sino al 1° settembre è possibile
acquistare prodotti tipici del Parco e di gustare, sotto antiche capanne di frasche,
una la carne e il ragù di castrato, uno dei piatti più antichi
del
Cilento.
Suggestiva è la processione per mare che si tiene ad
Acciaroli la sera della seconda domenica di agosto; questa
processione ha reminiscenze propiziatorie, in quanto la statua
dell'Annunziata, caricata su una grossa barca, è portata
a levante e a ponente della scogliera sui luoghi antichi
di pesca, sempre
in vista della cappella del Monte della Stella. Seguono numerose
piccole imbarcazioni, mentre fedeli e curiosi assistono dalla
banchina del porto.
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